venerdì 22 settembre 2017

UT n. 61, Il vento sul web. La poesia di Salvo Lo Presti: "Vento"



Vento

Ho visto lapidi di pietra,
di marmo bianco, di marmo scuro.
Ho visto date insieme ai nomi.
Stelle, croci, alfa, omega.
Ho visto erba verde,
silenzio, fiori, qualche preghiera.
Non ho mai visto, però,
dove muore il vento,
in quale letto esala l'ultimo respiro.
Soffia, spazza, sbatte,
gioca tra i tuoi capelli,
accarezzando i ricordi e il tuo umore.
Ma non lo sento ancora, quel rantolo.
Ho imparato la rabbia,
ho conosciuto il freddo
e la gioia di un'alba.
Torni ogni volta
a resuscitare lacrime,
onde, pensieri.
Voglio perderti e ritrovarti,
averti sulla pelle,
lasciarmi asciugare,
sentirti in gola
senza vederti mai morire.

Salvo Lo Presti

giovedì 13 luglio 2017

I temi 2017/18 di UT – Undicesimo Anno


Il vento
Scadenza collaborazioni: 30 agosto 2017
Presentazione: settembre 2017

Oltre
Scadenza collaborazioni: 30 novembre
Presentazione: dicembre 2017

La bestia
Scadenza collaborazioni: 30 gennaio 2018
Presentazione: febbraio 2018

La luna
Scadenza collaborazioni: 30 marzo 2018
Presentazione: aprile 2018

Il ritorno
Scadenza collaborazioni: 30 maggio 2018
Presentazione: giugno 2018

La terra
Scadenza collaborazioni: 30 luglio 2018
Presentazione: agosto 2018



martedì 4 luglio 2017

UT IL PROFUMO - Numero 60 2016/2017


In questo numero

L'editoriale
Il profumo di UT
di Massimo Consorti
In questo numero, sessantesimo della nostra storia, un profumo lo si avverte. Non è quello che si sente appena aperto il cellophane che protegge la rivista, è una sensazione più intima, intrigante, passionale. D'altronde, basta leggere le poesie e i racconti che pubblica per rendersene conto...

Le rubriche

Il corsivo
Il bazar dei sensi
di Alceo Lucidi
Un mondo di attese, uno sfondo di paesi immaginari, una nota continua di ricordi, una profezia di attimi mi viene incontro in questa domenica, calda, indolente, di inizio giugno, un anticipo d’estate con l’odore cangiante dell’erba a solleticare ogni scatto della mente...

L'elzeviro
Il profumo ritrovato
di Giuseppe Piscopo
Quando nella cucina l'aroma attraversava tutte le stanze della casa... era mattina, era mia madre che preparava il caffè, era l'ora di alzarsi, era l'infanzia. Marcel Proust aveva ragione, come il sapore delle sue "maddalenine", così anche certo odori ti riportano indietro nel tempo...

Il piedino
di L.O.
Rosa fresca aulentissima
il Cielo d'Alcamo fa festa
e la zagara inebria la stanchezza

Tempo di cinema
The Help
a cura di Michaela Menestrina
Grembiuli di candida negritudine
allevano figli rosa bon bon maialino per
due generazioni a Jackson, Mississipi...

Spazio d'arte
a cura di Francesco Del Zompo
Naufragio
di Giorgio Voltattorni M.
Nota critica
Visione
di Enrica Loggi
Nel cavo della piccola acquaforte si trascrive un mondo. Le chiome aguzze dei cipressi, evocati da un paesaggio in cui dimora l'infinito, conservano, come un nido, la barca scampata magicamente al naufragio. Tutta la piccola immagine vive il perimetro di un sogno che è arcanamente possibile...

Le prose

Il profumo più buono del mondo
di Massimo Consorti
Diego venne svegliato in piena notte da un profumo fortissimo che gli si era infilato nel naso. Lo stesso effetto dell'aroma del caffè che fa aprire gli occhi prima che la sveglia suoni. Nel buio allungò una mano per capire se Franca fosse ancora nel letto con lui...

Nina e la puzza di libertà
di Rosita Spinozzi
Ti hanno detto che non eri bella. E ci hai creduto. Così come hai creduto a tutte le cose negative che dicevano su di te, con il solo scopo di renderti debole, vulnerabile. Un burattino nelle loro mani, attaccato a fili invisibili da muovere a piacimento...

Il giardino delle rose bourbon
di Giampietro De Angelis
A occhi chiusi, sentiva un indolenzimento diffuso su tutto il corpo, con un dolore più intenso al braccio destro. Lentamente stava rinvenendo, confuso e infreddolito. Steso a terra, avvertiva le zolle indurite e percepiva l’odore della brina...

Alla ricerca della felicità
di Francesco Del Zompo
Quando si è ragazzini la crudeltà diventa parte del gioco naturale e cinico del più forte, in aiuto alla selezione delle specie che istintivamente porta ad allontanare, se non aggredire, il più debole.
Ma quest'ultimo può anche riscattarsi nella fortuna e nel caso che vuole la sua storia...

Profumo
di Eugenio De Angelis
Il rumore della pellicola, l'odore che esala il proiettore, sensazioni destinate a rimanere nei ricordi delle persone come testimonianza di un tempo che non c’è più. L’esperienza della sala cinematografica è cambiata irrimediabilmente e non serve ricorrere alla nostalgia di un...

Quel profumo ignoto
di Lorenzo Spurio
Appena uscendo di casa, le comunicarono che sua madre stava per morire. Stefania si affrettò per l’ospedale con la speranza di poter riuscire a vederla per un’ultima volta. Si sentiva strana e fu colta da una gradevole ondata di profumo che, forse, un passante aveva lasciato...

La stanza
di Alessandro Cascio
Il mio ultimo ricordo è una luce abbagliante e qualcuno che mi spinge fuori dall’abitacolo, un forte odore d’arance mi ha risvegliato e mi sono ritrovato in questa stanza con braccia e gambe legate. Ci ho messo due giorni per riuscire a liberarmi, sfregando le corde sullo spigolo del letto arrugginito...

L'intervento
di Americo Marconi
Era iniziato il mese di maggio, un mese che a casa sua si affrontava con smorzata passione gravando su di esso la sentenza della nonna “maggio pieno di fiori e di dolori”. A riconferma proprio in quei giorni l’innocua abrasione alla tempia iniziò ad espandersi...

Profumo di vita
di Vittorio Camacci
Il profumo del caffè riempiva tutte le mattine ogni angolo della casa dando alla fantasia ed alla voglia di tenerezza e di coccole di Andrea una energia sconosciuta che poco si addiceva ai suoi pensieri solitari. I suoi sette anni erano trascorsi in quel paesino di montagna...

Le poesie

Senza titolo
Enrica Loggi
Dai cancelli s'affacciano le rose
ora ch'è Maggio e possono esalare
un profumo segreto, che confonde...

Un profumo speciale
di Elmira Rama
All'ombra della solitudine
sento nell'aria un profumo
che scava dentro me...

Profumi dall'invisibile
di Martina Luce Piermarini
(un giardino, candele al capezzale di un letto)
Qualcuno sta morendo
qualcuno sembra aver lottato a lungo per essere dove si trova...

Profumo del tuo corpo
di Marcello Comitini
Profumo del tuo corpo per la stanza.
Luce dalle pareti azzurre.
Specchi inarcano...

Il profumo del pane
di Lucilla Di Meco
Sai la percezione
di antichi profumi
remote visioni...

Luna Park
di Jessica Vesprini
Quelle luci ti ridono in faccia,
qui anche le ombre sono piene di colori.
C'è chi la vede ogni sera accendere il cielo...

Il profumo di quel suo smarrirsi
di Natalia Anzalone
Da piccola, invidiavo mio fratello
che si addormentava dove capitava,
il profumo di quel suo smarrirsi...

Ladra di parole
di Roberta Lazzarini
Ho rubato parole
da un libro impolverato,
così racconto bugie al mio diario...

Senza titolo
Salvo Lo Presti
Piccoli fiori viola
si aprono e si chiudono
al ritmo del sole...

La fotografia
a cura di Dante Marcos Spurio
Aromi
Nataly Wolf

La vignetta
SprayUT
di Giuseppe Piscopo









giovedì 15 giugno 2017

UT n. 60, Il profumo sul web. La nota di Elvira Bonin: "La tazzina di caffè"


Cosa c'è per l'italiano di più desiderato, più amato. più corteggiato, più denigrato, più contestato di una tazzina di caffè?
Ti svegli al mattino, e già senti in bocca la voglia di caffè. Ancora prima di guardarti allo specchio, ancora prima di lavarti, ti precipiti in cucina per preparare il caffè.
Annusi la povere e respiri caffè. Attaccato ai fornelli aspetti le prime gocce che in silenzio schiumose, cremose, scendono lungo il collo della caffettiera. Ti guardi intorno, sei solo, ma sei in compagnia del caffè.
Aspetti, e ti senti in festa al borbottio scoppiettante e festoso del caffè.
Voilà, è pronto il caffè.
Cerchi in fretta la tazzina già pronta sulla tavola, versi lentamente il caffè lasciandoti solleticare le narici dal vapore che ti porta l'odore del caffè.
Lo zucchero. Attenti allo zucchero. Una dose sbagliata ti guasta o ti altera il gusto del caffé.
Anche il tempo è importante per gustare bene il caffè. Bollente ti scotta la lingua, tiepido ti ammoscia l'attesa. E allora sei lì a carpire il momento.
Non schiocchi la lingua, ma in silenzio ti dici: è un buon caffè.

Elvira Bonin

mercoledì 14 giugno 2017

UT n. 60, Il profumo sul web. Il saggio di Maria Grazia Maiorino: "Narciso"



E già preparavano il rogo, e le fiaccole da agitare, e il feretro: il corpo era scomparso. Al posto del corpo trovarono un fiore: giallo nel mezzo, e tutt’intorno petali bianchi.

Il mito di Narciso è raccontato da Ovidio come una vendetta d’amore. L’avverarsi di una maledizione lanciata da uno dei giovinetti respinti. Mi chiedo come possa essere letto oggi da una donna che da sempre ne è invaghita avendolo scelto come uno dei miti fondanti della propria storia, d’istinto, senza nemmeno chiedersi perché. Forse attratta dall’immagine di una bellezza specchiata nell’acqua e di un fiore dal profumo inebriante che unisce candore e fuoco.
Perché l’amore di sé può diventare prigione sfinimento e perdita, fino alla morte? Che cosa giustifica una tale spinta d’amore, apparentemente assurda e frutto solo di inganno, di un tremendo errore, per cui l’altro coincide con la propria figura e se ne cerca invano il possesso?
Il discorso dell’Altro mi sembra particolarmente importante oggi, in un periodo storico in cui il modello della società multietnica si diffonde ovunque, portando con sé un carico sempre maggiore di paura e diffidenza. L’Altro ci manca sempre e comunque, a volte in modo totale e improvviso, a volte attraverso uno stillicidio di gocce di lontananza; nello stesso tempo il tu è necessario per dire io e non facciamo che cercarlo, molto di più di quanto cerchiamo noi stessi.
Ecco allora l’impulso di affondare in sé, inteso non come possibilità di una mistica esplorazione-costruzione del castello interiore, ma come desiderio di possesso. E forse c’è qualcosa di più fondo e misterioso nello specchio dove ogni giorno chi è solo cerca conferma del suo esistere: lasciar correre il desiderio dell’accoglienza-coincidenza riflessa; del bisogno e della soddisfazione del bisogno, senza necessità di traduzioni o interpretazioni. Un solo linguaggio, la parola che finalmente combacia con il significato. Niente maschere, la fonte è dentro il proprio cuore, attingibile in ogni istante. Fonte d’amore.
Ma l’autoinganno del narcisismo è la ricerca di un punto di quiete che mantenga i tratti di un volto conosciuto, il più conosciuto, quello che non possiamo lasciare. Sarebbe molto bello, se non fosse maledetto, questo amore di sé, confidente spirituale trasparente come una polla d’acqua sorgiva. Riposo dall’alterità che ogni giorno ci dilania un po’, ci sottrae la desiderio, ci costringe a patteggiare fino alla rinuncia, quando il dialogo diventa niente altro che dolore.
Narciso ha provocato sofferenza con i suoi dinieghi e a sua volta deve averla vissuta, se specchiandosi si trova così bello da dimenticare chi è e da voler giacere a tutti i costi nell’impronta di se stesso, anima e corpo, strappato il velo che li separa. Egli vorrebbe ricondurre l’anima dentro una corrispondenza che perfettamente le rassomigli, stringersi a sé come nei pericoli, tenersi unito, intatto, intangibile.

Forse il fiore che alla fine rimane, il bellissimo narciso delle Metamorfosi che trema al vento di maggio lungo i pendii di montagna, potremmo provare a leggerlo come l’emblema di un innamorato candore che finalmente si offre a noi con tutto il suo profumo.

Maria Grazia Maiorino

martedì 13 giugno 2017

UT n. 60, Il profumo sul web. La poesia di Miriam Pasquali: "Profumo"



Profumo

Evocazione di un paradiso.

Forse lo stesso

che troviamo nei nostri sogni.

Incorruttibili luoghi

di piacere

dove nascere e rinascere

senza mai morire.

Tu profumo

seducente poesia

per l’ anima

sublime dono

degli Dei

viaggio

di incontaminate meraviglie

a custodir memoria

di possibili felicità.

Indimenticabile abbraccio.

Respiro di libertà.



Miriam Pasquali

lunedì 12 giugno 2017

UT n. 60, Il profumo sul web. La poesia di Alessandra Gabbanelli: "Misterica essenza"



Profumo di te fra le mie dita,
negli afrori del mio corpo,
nella mia immaginazione ardente.
La mancanza di te
mi percuote
e mi scaglia
in stretto tunnel.
Mi ritraggo
come tremulo fiore sferzato
da gelidi soffi.
Un aroma sottile
di bramosie incognite
si insinua insolente,
deliziosa e misterica essenza,
effluvio indiscreto
di conturbanti preludi.
Mi ridesto,
turgido bocciolo
inondato di luce,
simile a bocca dischiusa
su invitanti elisir d’ambrosia.

Alessandra Gabbanelli